Il tuo garage deve avere il certificato antincendio? Tutto parte dalla soglia dei 300 mq
- Matteo Guido
- 6 giorni fa
- Tempo di lettura: 8 min
Quando un proprietario o un amministratore mi ferma per un parere sul garage, la domanda è quasi sempre la stessa, e cioè se per quel garage serva davvero il certificato antincendio. La risposta, per fortuna, ruota attorno a un numero abbastanza semplice da tenere a mente, che sono i 300 metri quadri di superficie complessiva coperta. Quando il garage supera quella soglia entra nell'elenco delle attività che i Vigili del Fuoco controllano, e da quel momento va presentata una pratica antincendio. Quando invece resta sotto, quell'obbligo non scatta.

Prima di entrare nel merito conviene mettere a posto due parole. La normativa non parla di garage ma di autorimessa, e quando un'autorimessa rientra nei controlli viene definita soggetta, che è il modo tecnico per dire che il garage è finito sotto la lente dei pompieri. Tenuto a mente questo, vediamo insieme come capire in pochi minuti dove si colloca il tuo, perché nella pratica la maggior parte dei dubbi si risolve guardando bene proprio quel numero.
La soglia che decide tutto: 300 mq di
superficie complessiva coperta
Partiamo dal punto che genera più confusione, perché tanti ragionano ancora con la vecchia logica del numero di auto. Quella regola è superata da tempo. Oggi quello che conta è la superficie, e il riferimento preciso è l'attività 75 dell'allegato I al DPR 151/2011, che raccoglie i garage e i parcheggi, pubblici e privati, con superficie complessiva coperta superiore a 300 metri quadri.
Da qui si aprono due percorsi diversi. Se il garage supera i 300 metri quadri diventa un'attività controllata dai Vigili del Fuoco, va presentata la pratica antincendio e il progetto va impostato secondo il Codice di prevenzione incendi. Se invece resta entro i 300 metri quadri il garage non rientra nel DPR 151/2011, quindi niente pratica ai Vigili del Fuoco, anche se qualche regola di sicurezza di base rimane comunque valida, come vedremo più avanti.
C'è un dettaglio su cui ti invito a fare attenzione, perché è la fonte degli errori più frequenti. La superficie complessiva non è un numero buttato lì a occhio, ma la superficie lorda al netto delle pertinenze compartimentate, ottenuta sommando le aree dedicate al ricovero, alla sosta e alla manovra dei veicoli. Sbagliare quel conteggio sposta la pratica da una categoria all'altra, e nei casi peggiori fa credere di essere fuori obbligo quando in verità non lo sei.
Sopra i 300 mq: cosa devi fare
Se il tuo garage supera la soglia, sei davanti a un'attività che i Vigili del Fuoco tengono sotto controllo, e ci sono alcuni passaggi che conviene conoscere fin da subito per non trovarsi impreparati.
La pratica antincendio, quella che molti chiamano ancora CPI
Tanti continuano a cercare il CPI, il vecchio Certificato di Prevenzione Incendi, e fanno bene a chiamarlo così perché è il termine entrato nel linguaggio comune. Va detto però che dal 2011 quell'atto nella forma di un tempo non esiste più. Oggi il percorso passa dalla SCIA antincendio, cioè la Segnalazione Certificata di Inizio Attività che il tecnico presenta ai Vigili del Fuoco. Per i garage che ricadono in categoria B e C, prima della SCIA serve anche la valutazione del progetto, e per la categoria C i Vigili del Fuoco arrivano fino alla visita tecnica in loco.
La progettazione con la regola tecnica V.6
Su questo punto cade in errore parecchia gente, e a volte anche qualche tecnico. La regola tecnica che governa i garage è il capitolo V.6 del Codice di prevenzione incendi, e il testo in vigore è quello del DM 15 maggio 2020, attivo dal 19 novembre 2020. Lo stesso decreto ha mandato in pensione il vecchio DM 1 febbraio 1986 e il DM 22 novembre 2002 sul GPL. La conseguenza è netta, perché per i garage controllati il doppio binario è finito e si progetta con il Codice, non più con le vecchie norme prescrittive, salvo poche eccezioni che riguardano alcune attività già esistenti.
Il rinnovo periodico
Un aspetto che spesso passa in secondo piano è che la pratica non vale per sempre. Va rinnovata ogni cinque anni, con l'asseverazione del professionista che conferma che le condizioni di sicurezza sono rimaste quelle dichiarate. Tenere questa scadenza sotto controllo evita sanzioni e brutte sorprese.
Sotto i 300 mq: niente pratica, ma le regole restano
Quando il garage resta sotto i 300 metri quadri esce dal DPR 151/2011 e non c'è alcuna pratica da presentare ai Vigili del Fuoco. Sarebbe però un errore leggere questa esenzione come un via libera totale. Con l'addio al DM 1 febbraio 1986 le indicazioni dedicate ai piccoli garage erano sparite per un certo periodo, e i Vigili del Fuoco le hanno poi recuperate con la Circolare DCPREV 17496 del 18 dicembre 2020, una linea guida che non è cogente ma che nella pratica funziona da riferimento tecnico.
La Circolare divide i garage sotto soglia in due gruppi, la classe A1 fino a 100 metri quadri e la classe A2 da 100 fino a 300 metri quadri, e fissa una serie di requisiti di buon senso. Le strutture portanti devono garantire una resistenza al fuoco di almeno R 30, che scende a R 15 per i garage isolati e arriva alle sole strutture incombustibili per quelli isolati e fuori terra. Dove sostano più di tre veicoli serve almeno un estintore 21A 89B, le aperture per lo smaltimento di fumo e calore non devono scendere sotto un quarantesimo della superficie, e i corridoi ciechi non possono superare i 30 metri. Sono accorgimenti che fanno la differenza nel momento sbagliato, anche quando la legge non ti obbliga a certificarli.
Box e garage condominiale: dentro o fuori soglia?
Qui arriviamo al dubbio che a Roma mi tocca sciogliere quasi ogni settimana, perché riguarda i box condominiali. La regola è semplice, ma viene ignorata con una certa regolarità, e cioè che a contare è la superficie complessiva dell'intero garage e non quella del singolo box. Capita spesso che un'autorimessa condominiale superi tranquillamente i 300 metri quadri sommando tutti i box e gli spazi di manovra, anche quando ogni singolo box è piccolo. Il risultato è che il garage andrebbe messo a norma, ma nessuno ha mai presentato la pratica, e questa è una delle irregolarità che ritrovo più spesso quando metto piede in un sopralluogo.
Cosa rischi se non lo metti a norma
Questo è il capitolo che molti sottovalutano, e che invece dovrebbe far riflettere più di ogni altro. Per i garage sopra i 300 metri quadri la mancata SCIA antincendio non viene trattata come una semplice dimenticanza amministrativa. La giurisprudenza la considera un illecito che resta in piedi finché non regolarizzi, quindi il tempo non lavora a tuo favore. Nei condomini la responsabilità ricade sull'amministratore, e arriva a toccare anche il piano penale, come la Corte di Cassazione ha avuto modo di confermare. A tutto questo si aggiungono le sanzioni amministrative e, nei casi più seri, il divieto d'uso del garage imposto direttamente dai Vigili del Fuoco. Un garage chiuso per ordine dei pompieri diventa un problema per tutti i condomini insieme, non per uno soltanto.
Va detto con chiarezza che questo articolo offre informazioni tecniche e non sostituisce un parere legale. Per la tua situazione specifica conviene sempre valutare il caso con un tecnico e, dove serve, con un avvocato.
Come si misura davvero la superficie complessiva
Visto che da questo calcolo dipende tutto il resto, vale la pena spiegarlo per bene. La superficie complessiva è la superficie lorda del garage al netto delle pertinenze compartimentate, e si ottiene sommando le aree TA, che sono quelle del ricovero, della sosta e della manovra dei veicoli, con le aree TB, cioè i servizi annessi come la guardiania, gli uffici o il lavaggio. Per i casi dubbi i Vigili del Fuoco hanno pubblicato delle FAQ dedicate proprio a chiarire come trattare le situazioni di confine. Un conteggio fatto a occhio, magari sottovalutando gli spazi di manovra, è esattamente ciò che porta a una pratica mancante e a una posizione irregolare.
GPL e auto elettriche: i divieti da conoscere
Sul GPL le regole non lasciano spazio a interpretazioni. È vietato parcheggiare ai piani interrati i veicoli a GPL privi del sistema di sicurezza conforme al regolamento ECE/ONU 67-01, e il divieto vale comunque sotto la quota dei meno 6 metri, anche quando quel sistema di sicurezza è presente. Quando si scende in profondità, insomma, il margine si chiude.
Sul fronte delle ricariche elettriche il riferimento è la Circolare 2 del 5 novembre 2018, prot. 15000. L'installazione delle colonnine va valutata caso per caso, con un occhio attento alla posizione e alla gestione del rischio. È un tema che sta crescendo in fretta con la diffusione delle auto elettriche, quindi conviene impostarlo bene fin dall'inizio invece di rincorrerlo dopo.
Estintori, idranti e impianti: cosa serve davvero
Sugli impianti la domanda che ricevo più spesso è quanti estintori o idranti servano, e la risposta onesta è che dipende. Per i garage controllati gli impianti seguono i livelli di prestazione fissati dalla V.6 e le norme tecniche UNI, come la UNI 10779 per gli idranti, quindi non esiste più un numero fisso buono per tutti. La dotazione cambia in base alla classificazione del garage, alla superficie e a quanto scendono i piani interrati. Per i piccoli garage sotto soglia, invece, la base resta l'estintore 21A 89B unito a una corretta aerazione. Se vuoi entrare nel dettaglio degli idranti trovi un mio articolo dedicato, e lo stesso vale per gli estintori, di cui parlo nella guida pratica del blog.
Gli errori che trovo più spesso
Dopo tanti sopralluoghi mi sono accorto che gli errori tendono a ripetersi sempre uguali. C'è chi si convince di essere esente contando i box uno per uno invece di guardare alla superficie dell'intero garage, e chi continua a far progettare con il DM 1 febbraio 1986 senza sapere che per i nuovi garage quel decreto non vale più. Capita anche di leggere relazioni che citano la V.6 del 2017 come se fosse il testo vigente, quando ormai quello attivo è la versione del 2020. Aggiungi chi dimentica il rinnovo cinquennale e si ritrova fuori regola senza accorgersene, e chi sottovaluta la questione GPL ed elettrico ai piani interrati, e hai il quadro completo delle situazioni che mi tocca correggere più di frequente.
Risposte rapide
Il mio garage è di 250 mq, serve il certificato antincendio?
No. Sotto i 300 metri quadri non rientri nel DPR 151/2011. Resta valida la sicurezza di base indicata dalla Circolare 17496.
Il box auto singolo è controllato dai Vigili del Fuoco?
a solo quasi mai. Ma se fa parte di un garage condominiale che supera i 300 metri quadri, va messo a norma insieme al resto della struttura.
Serve ancora il CPI per il garage?
La vecchia sigla CPI non esiste più nella forma di un tempo. Oggi si presenta la SCIA antincendio ai Vigili del Fuoco, con la valutazione del progetto per le categorie B e C.
Ogni quanto va rinnovata la pratica?
Ogni cinque anni, con l'asseverazione del professionista.
Cosa rischio se non presento la SCIA antincendio?
Per un garage sopra soglia la mancata SCIA è trattata come un illecito che permane nel tempo. Nei condomini ne risponde l'amministratore, e si aggiungono sanzioni e il possibile divieto d'uso del garage.
Hai bisogno di una verifica sul tuo garage?
Sono Matteo Guido, geometra abilitato in prevenzione incendi e iscritto negli elenchi del Ministero dell'Interno. Lavoro su Roma e provincia, e mi occupo ogni giorno di SCIA antincendio, progetti secondo la V.6, verifiche e sopralluoghi per garage e box condominiali. Se vuoi sapere se per il tuo garage serve il certificato antincendio, ti basta dirmi i metri quadri e ci ragioniamo insieme.



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